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I NOSTRI VINI

SOURGAL

Il nostro Moscato prende il nome da uno splendido vigneto che occupa la sommità di un’alta collina. Il Moscato è puro, nudo nella sua essenzialità: basta schiacciarne un acino per percepirne tutti i profumi. Il Moscato mi ha insegnato che meno è meglio, basta accompagnarlo per ottenere ogni anno la sua tipica nuvola di profumi. Potete berlo in qualsiasi posto del mondo ma vi ricondurrà sempre tra le nostre vigne di Castiglione Tinella.

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Gi

Rappresenta per noi più di un vino: è la fusione è tra local e global, è l’incontro tra il “nostro” Moscato e lo “straniero” Chardonnay. Ogni anno la produzione del GI comporta un sfida, dobbiamo misurare la personalità dei due vitigni per ritrovare il giusto equilibrio. “Gi” è il termine con il quale viene indicato il ghiro nel dialetto piemontese, abbiamo scelto questo nome perché è un vino che dà il meglio di sé dopo un po’ di riposo in cantina.

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Bigarò

Quando ho pensato al Bigarò (che in dialetto piemontese significa screziato) desideravo creare qualcosa di nuovo. Moscato e Brachetto che si uniscono contribuendo ognuno per quello che di migliore hanno: il primo si arricchisce di profumi e sapori rossi mentre il secondo si colora di pesca e limone. Creo questo vino per le serate in due, per gli sguardi complici, per la pelle profumata d’estate o per caldi abbracci invernali.

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Tasmorcan

Quando ho deciso di cimentarmi con la Barbera ho avuto chiaro fin da subito che avrebbe dovuto essere nel mio stile, con eleganza, misura e profumi. Ecco allora nascere Tasmorcan, il nome deriva dal dialetto piemontese e viene utilizzato per indicare il Tasso. Tasmorcan è la mia idea di barbera: libera, espressiva e sorridente, senza obbligo di tributi ai luoghi comuni di questo vitigno. Tasmorcan per me è sinonimo di piacere, di gioia di vivere, di lode alla natura e all’uva, tutto vestito con attenzione al senso estetico e all’equilibrio.

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Mongovone

Mongovone è un desiderio realizzato. Ho voluto questo vigneto con grande forza e ancora oggi amo viverlo e seguirlo . Il segreto di Mongovone sta nella sua composizione: rappresenta l’ultima lingua di terra di Langa in territorio monferrino. La presenza di alti livelli di calcare attivo, di grandi quantità di micro elementi permettono di raccogliere grappoli ricchi di profumi, colori e struttura. Mongovone è un vigneto con un’intelligenza propria, riesce a variare il proprio metabolismo in base all’andamento climatico dell’annata. Confezionare il Mongovone ogni anno è un vero motivo di vanto. Questo vino è, per me, la sublimazione della Barbera...

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Grivò

Se con Mongovone ho voluto esprimere la mia visione della Barbera con Grivò voglio rispettare le linee della classicità. E’ un vino fresco e vibrante che riprende il profilo della tradizione della Barbera. Penso sia importante realizzare vini che rispecchino il produttore, ma che sia altrettanto importante ricordare e valorizzare ciò che un territorio ha selezionato e preferito in secoli di storia.

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